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il mulino                                                                    San Martino                                                          Casa Regina

Frazione del comune di Faido
(Valle Leventina)


981 m s.l.m / ca. 70 abitanti / superficie di 3.2 km2
(Comune di Faido: 3'071 abitanti / superficie 132.5 km2)

Questo piccolo villaggio si raggiunge tramite la strada cantonale da Lavorgo, da cui dista 6 chilometri. Nel nucleo del villaggio possiamo ancora ammirare alcune case di legno con tetti in piode, le cui tecniche di costruzione (tipo Blockbau) sono testimonianza del passaggio dei Walser. Una di queste è Casa Regina, costruita nel 1684 e restaurata a partire dal 1984. Calonico è conosciuto innanzitutto per la sua piccola chiesa parrocchiale di San Martino, che si erge su un promontorio di roccia, ben visibile anche dal fondovalle. Da qui si può godere di un'ampia vista sulla Media Leventina. Residuo simbolico della vita rurale condotta dagli abitanti del villaggio è il mulino del XVIIIesimo secolo, restaurato e visitabile. Gli abitanti del luogo vi macinavano in prevalenza castagne, segale ed orzo: infatti le terrazze pianeggianti che attorniano il paese sono la testimonianza di un'intensa vita contadina, all'insegna dell'agricoltura e del bestiame. Calonico fa parte del comune di Faido dal 29.01.2006.


Cronaca: (1227 Callonego, 1300 Callonico). Populazione 179 abitanti nel 1574, 93 nel 1745, 122 nel 1850, 81 nel 1900, 48 nel 1950, 42 nel 2000. Calonico era una delle cinque degagne della vicinanza di Chiggiogna, probabilmente con Lavorgo. Il villaggio, che faceva capo alla parrocchia di Chiggiogna, dal 1602 costituisce una parrocchia autonoma; la chiesa parrocchiale di S. Martino, attestata dal 1300, situata in una pittoresca posizione, è stata costruita separata dal villaggio su uno strapiombo dominante la media Leventina. Della chiesa originale si è conservato solo il campanile romanico, mentre il corpo dell'edificio ha subito importanti trasformazioni a partire dal XVII sec. e di recente un restauro. Degne di nota sono pure le tipiche case in legno a castello con timpani aperti. Il villaggio è stato gravemente danneggiato dall'incendio del 10.12.1681 e dall'alluvione del 27.8.1834. Caratterizzato da una emigrazione stagionale abbastanza intensa, ha progressivamente conosciuto un forte spopolamento. Calonico dispone di un buon numero di case di vacanza sparse sui monti soprastanti.




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Aussenwacht der Gemeinde Faido
(Valle Leventina)

981 m.ü.m / ca. 70 Einwohner / Fläche 3.2 km2
(Gemeinde Faido: 3'071 Einwohner / Fläche 132.5 km2)

Dieses kleine Dorf kann auf der Kantonsstrasse von Lavorgo aus erreicht werden, von dem es 6 Kilometer entfernt ist. Im Dorfkern kann man noch einige mit Steinplatten gedeckte Holzhäuser bewundern; die Bautechniken (Typ Blockhaus) zeugen von der Durchreise der Walser. Eines dieser Häuser, die Casa Regina, wurde 1684 erbaut und nach 1984 renoviert. Calonico ist besonders wegen seiner kleinen Pfarrkirche San Martino bekannt, die sich auf einem Felsvorsprung erhebt und auch vom Talboden aus gut sichtbar ist. Von hier kann man eine weite Sicht über die Mittlere Leventina geniessen. Ein symbolisches Überbleibsel des Lebens der Dorfbewohner ist die Mühle aus dem 18. Jahrhundert, die restauriert wurde und besichtigt werden kann. Die Bewohner/innen der Ortschaft mahlten vorwiegend Kastanien, Roggen und Gerste. Die flachen Terrassen, die das Dorf umgeben, zeugen noch von einem intensiven Bauernleben mit Land- und Viehwirtschaft. Seit dem 29.01.2006 gehört Calonico zur Gemeinde Faido.


Chronik
: (1227 Callonego, 1300 Callonico). 1574 179 Einw.; 1745 93; 1850 122; 1900 81; 1950 48; 2000 42. Calonico war, wahrscheinlich zusammen mit Lavorgo, eine der fünf Degagne der Nachbarschaft Chiggiogna. Das Dorf gehörte zur Pfarrei Chiggiogna, von welcher es sich 1602 abspaltete. Die seit 1300 nachgewiesene Pfarrkirche S. Martino wurde abseits vom Dorf in malerischer Lage auf einem die mittlere Leventina beherrschenden Felsvorsprung erbaut. Von der urspr. Kirche ist nur der römische Glockenturm erhalten; am unlängst renovierten Hauptgebäude wurden dagegen vom 17. Jh. an umfangreiche Umbauten vorgenommen. Erwähnung verdienen auch die für die Leventina typischen Häuser, die als Strickbauten mit offenen Giebeln konstruiert sind. Schwer in Mitleidenschaft gezogen wurde das Dorf durch die Feuersbrunst vom 10.12.1681 und die Überschwemmung vom 27.8.1834. Vor dem Hintergrund einer starken saisonalen Auswanderung kam es zu einem deutlichen Bevölkerungsrückgang. Es verfügt über eine grosse Anzahl Ferienhäuser, die über die oberhalb gelegenen Maiensässe verstreut sind.